La vecchia fontana continua a parlare
con vecchie parole e frasi d’amore –
cara amica della vecchia campagna.
E a notte fonda, nel silenzio che scivola
lungo la via,
la senti recitare una poesia…
Era il centro del paese, il punto di raduno di tutti gli abitanti. Le donne vi andavano a fare “la bocata” e le vacche vi venivano portate ad abbeverarsi.
La Fonte è composta di due vasche, una superiore e una inferiore. C’era una regola non scritta: la vasca di sopra era destinata agli animali, quella di sotto al lavaggio dei panni. In questo modo gli animali potevano bere acqua pura, e non quella sporca di sapone.
Quando una famiglia doveva fare la bocata avvisava gli altri di non sporcare l’acqua e si riservava il diritto di usare la vasca di sotto. Nelle case l’acqua non c’era e quella fonte era vitale per la comunità.
Origini
Prima che la Fonte esistesse, Le donne dovevano andare a piedi a prender l’acqua nei fossi de “Le Ginestrelle” o de “Le Girate”, oppure alle sorgenti “La Francesca” e quella sotto il campo de “L’Aiale”. L’acqua veniva messa dentro orci di terracotta e trasportata sulla testa o sulle spalle.

Alla fine del 1800 gli abitanti del luogo costruirono un acquedotto in grado di trasportare l’acqua da una di quelle sorgenti lontane, situata in mezzo a un campo più a monte: il campo dell’ Aiale.
Gli abitanti usarono tubature di terracotta sigillate con calce per una distanza di un chilometro e, infine, costruirono la fontana. Lì finalmente le donne potevano attingere l’acqua fresca di sorgente senza la necessità di faticose scarpinate.