Tarassaco Dente Leone
El grugn’ (cicoria-tarassaco)

In primavera si trovano tante varietà di erbe spontanee buone da mangiare. Ma anche in autunno, specialmente in questi giorni “stranamente” caldi, riusciamo a trovarne qualcuna. Nella foto si vede il classico Tarassaco o Dente di Leone chiamato in dialetto Grugn’.

Grugn’-Erba dell’Asino (cicoria)
Grugn’-Riccio (cicoria)

Tutte queste erbe si chiamano in dialetto Grugn’ e fanno parte della famiglia della cicoria. Il Grugn’ Riccio sta diventando raro trovarlo. La sua caratteristica è che quando lo si recide si chiude come un riccio.
E’ difficile sbagliarsi nel raccoglierle. Hanno foglie frastagliate e la loro caratteristica è che sono rasenti alla terra e per raccoglierle si deve usare un coltello appuntito per poter affondarlo nel terreno e reciderle dalla radice.

Questa erba si chiama in dialetto “Gruspign” (Grespino o Crespigno famiglia delle Asteraceae) e sembra simile al Grugn’ ma se osservate meglio le foglie sono molto più simili al cardo che ha foglie più spesse e spinose. Il fusto non rimane a rasoterra come la cicoria ma rimane sollevato.
Vi sono altre specie di erbe commestibili come la Pappatella (papavero)

o la Sprania ma nascono in primavera e di questi tempi non si trovano.
Raccogliere l’erba di campo è piacevole perché si sta all’aria aperta ma non è tanto bello “capare”, cioè pulire l’erba dalla terra ed erbaccia che si raccoglie quando si taglia. Dopo aver pulito la verdura, si recavano alla fonte per lavarla con l’acqua corrente. Ma non era mai “perfettamente” pulita.
E per questo le donne di campagna, dopo aver cotto l’erba, la portavano a tavola e dicevano:

L’erba di campagna
se capa mentre se magna

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